RINNOVANDO IL CICLO DELLE STAGIONI – PROGETTO LIFENET

RINNOVANDO IL CICLO DELLE STAGIONI – PROGETTO LIFENET

Laboratorio Telepatico dell’Equinozio d’Autunno 2021

  • Martedì 21 SETTEMBRE sera alle 20.00
  • Da ripetere DOMENICA 3 OTTOBRE mattina alle 9.00

Se non ti sei ancora iscritto per partecipare e vorresti collaborare, per favore scrivi ad Iveta a iveta.sugarkova@gmail.com . Falle sapere in quale lingua preferisci ricevere i programmi dei laboratori, scegliendo dalla lista presente su LifeNet; Iveta invierà il programma ai partecipanti.

Questo laboratorio è telepatico e ci orientiamo in base al moto del Sole. Questo significa che non importa dove si trova ogni partecipante, il seminario inizia al tempo stabilito in base alla propria ora locale.

Siccome abbiamo tutti dei ritmi diversi nel nostro lavoro spirituale, non c’è più bisogno di proporre la durata dei singoli esercizi. Prenditi tutto il tempo che serve per ogni sequenza.

Sintonizzazione del Gruppo

Sii radicato nel tuo cuore e nel tuo corpo e senti la presenza del gruppo, che comprende esseri elementari, angelici e spirituali che ci sostengono. Anche se siamo sparsi per il mondo ci riuniamo nel nostro amore per Gaia e nel senso di responsabilità condivisa per la vita della Terra.

Sequenza 1 – Comunicare con gli alberi

Inizia qualche giorno prima del laboratorio. Scegli un albero vicino a te e invitalo ad entrare nel gruppo del nostro laboratorio. Puoi scegliere anche un albero di cui serbi dei ricordi. (Se vuoi, puoi fare l’esercizio con diversi alberi.)

Vai a trovare quell’albero/quegli alberi alcune volte fisicamente oppure telepaticamente qualche giorno prima del laboratorio. Usa questi esercizi:

  • Stai in piedi con la schiena verso l’albero (ma non appoggiarti al tronco!). Trova la distanza giusta tra te e l’albero, in modo tale che si possa sviluppare un campo energetico dietro la tua schiena. Come percepisci l’albero con l’aiuto di questo campo? Apri il tuo cuore e manda un flusso di gratitudine e amore incondizionato a quell’essere meraviglioso.
  • Stando davanti al tuo albero, mostragli come ti trasformi poco alla volta in un albero. Senti come estendi le tue radici profondamente nella superficie terrestre, senti la quiete del tuo tronco e abbraccia il cielo infinito con i tuoi rami. Come ti fa sentire?
  • Poi chiedi all’albero di farti vedere come si trasforma in un essere elementare: Senti la presenza di quell’essere dentro il tuo spazio cuore. Sintonizzati con le vibrazioni dell’essere e ascolta con le tue orecchie interiori se c’è un messaggio per te.

Durante il nostro lavoro di gruppo operiamo per integrare il “nostro” albero nell’albero collettivo creato da tutti i partecipanti.. Senti l’albero cosmico che abbiamo creato insieme. Percepisci come la nostra guarigione contribuisce all’emergere della nuova Terra in noi e intorno a noi.

Sequenza 2 – Connettersi alle montagne

Scegli una montagna (o più montagne) con cui vuoi comunicare. Puoi anche scegliere una montagna della quale serbi dei ricordi. Costruisci un rapporto con questa montagna bella e forte, uno o due giorni prima del laboratorio.

Usa questi esercizi:

  • Gira la tua schiena verso la montagna; le tue mani sono giù con i palmi rivolti verso la montagna. Sii consapevole del tuo corpo e dei minerali dentro di te. Senti e osserva come agiscono in armonia ed equilibrio, essendo i mattoncini della tua fisicità. Espandi la tua consapevolezza dei minerali, percepiscili nella loro forma eterica e senti come vibrano in te. Poi sintonizzati con il corpo minerale della montagna. Attira la montagna verso di te, chiedile di toccarti o addirittura di entrare nel tuo mondo interiore. Senti te stesso/a espandersi e fondersi con il corpo della montagna, diventando uno. Senti la fermezza, la forza e la pace dentro di te. Assorbi ed integra queste diverse esperienze.
  • Ora girati verso la montagna. Immagina di camminare verso di essa e di entrare nel suo mondo interiore – il mondo della sua coscienza elementare. Senti gratitudine quando essa ti permette di entrare. Quando ti avvicini alla montagna puoi usare l’esercizio del camminare sul posto. Come ti fa sentire essere presente all’interno della montagna? Osserva con il tuo occhio interiore qualsiasi immagine che ti arriva.

Durante il nostro lavoro di gruppo operiamo per integrare la “nostra” montagna nella “montagna collettiva” creata da tutti i partecipanti – cioè nel corpo futuro della Terra. Senti il pianeta cosmico che abbiamo creato insieme. Senti ancora come la nostra guarigione contribuisce all’emergere della nuova Terra, dentro di noi ed intorno a noi.

Sequenza 3 – Comunicare con l’acqua

Come con gli alberi e le montagne, inizia a costruire un rapporto con l’acqua qualche giorno prima del laboratorio. Scegli un fiume, un ruscello, un lago o una sorgente vicino a te. Esercizio suggerito:

  • Immagina di stare fino alle caviglie nell’acqua. Inchinati e, nella tua immaginazione, prendi dell’acqua con le mani e distribuisci delle fini goccioline nell’aria. Crea un ambiente acquoso intorno a te e senti la sua qualità.
  • Immagina di prendere dell’acqua con le mani dal fiume, ruscello o sorgente che hai scelto. Alza quell’acqua sopra la tua testa e spargilo sulla tua nuca e la tua schiena. Immagina che scorra lungo la tua colonna vertebrale giù nella Terra. Ripeti questo esercizio alcune volte per fare amicizia con l’elemento cosmico dell’acqua.
  • Poi percepisci l’acqua come un essere cosciente con le sue proprie memorie e desideri, che in modo giocoso crea le forme di vita della Terra. Senti l’acqua dentro di te, come sta energizzando  le tue cellule e ricaricando le informazioni del tuo DNA con nuova forza vitale. Usa i tuoi sensi interiori per percepire questa trasformazione.

Durante il nostro lavoro di gruppo operiamo per integrare le nostre diverse esperienze in una sottile sfera d’acqua che avvolge la Terra, migliaia di scintillanti membrane d’acqua danzanti nella libertà di movimento. È il nostro contributo per accrescere la forza vitale del nostro amato pianeta. Senti ancora una volta la nostra parte, in quanto umanità, nell’emergere della nuova Terra, dentro di noi ed intorno a noi.

Ringrazia e concludi il nostro lavoro in comune con un rituale personale e significativo

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Johannes Waldbauer

Einstimmung: ich spüre die Aufforderung mich stärker meiner Intuition anzuvertrauen und mir die Kraft des gemeinsamen Tuns noch bewusster zu machen
Bäume: ich wähle einen Hollerbaum vor meinem Wohnblock in München. Ich binde regelmäßig mein Fahrrad an ihn an und halte an dieser Stelle gerne für eine kurze Begegnung inne. Er hat eine sehr sanfte Rinde und bildet mit den Ästen Feenaugen aus. Ich stehe mit dem Rücken zu Baum und suche den Abstand, der passend ist um selbst ein Baum zu werden. Meine Wurzeln sind fest, zart und feinfühlig zu gleich. Sie tasten sich in der Stille der dunklen Erde vorwärts. Der Umgebungslärm wirkt gedämpft an dieser Stelle. Mit einem stillen Fließen werden Wasser und Salze zu den Blättern gebracht für die Kommunion mit dem Licht. Blätter und Blüten öffnen sich in einer Zeitlupenexplosion der Welt. Die Zeit dehnt sich aus und ich spüre den Wechsel zwischen Tag und Nacht und den Lauf der Jahreszeiten.
Der Baum verwandelt sich in ein Elementarwesen: dieses wirkt fluide, hat einen Tieraspekt und ich kann eine Essenz und eine Ausdehnung unterscheiden. Es schöpft aus dem Erdinneren und ist voller Konzentration tätig. Seine Botschaft erfasse ich intuitiv so: „So wie ich mich dem Baum hingebe, so gib du dich ganz dem Kunstwerk deines Lebens hin.“ An dieser Stelle nehme ich den von Landesgrenzen unabhängigen weltweiten Wald wahr und assoziiere: „world wide wood“. Es wird mir bewusst, dass es einen glücklichen Wald gibt, aber auch leidende Wälder und Bäume die verwaist sind.
Berge: Herzensbegegnung mit dem Pendling in Kufstein als Eingang in die Tiroler Nordkette. Der Pendling erscheint mir tatsächlich hell und weiblich. Die ätherische Verbindung zu meinem Körper berührt mich. Ich darf eintreten und fühle mich mitten im Berg und spüre unsere Verwandtschaft. Auch der Berg scheint sich für mein Kommen zu interessieren. Ich fühle mich gesehen und gehe behutsam und erforsche Schwingungen, Energieflüsse und mineralische Schichten. Der Berg wird aus dem Erdinneren und aus dem Kosmos genährt. An dieser Stelle bemerke ich das größere Holon der Nordkette und die Alpen, uralt, standfest und hochschwingend. Ich werde riesenhaft groß, ohne mich schwer oder wackelig zu fühlen. Die Begegnung bewegt mich im Herzen und ich verabschiede mich voller Liebe und nehme ich ein Gefühl von tiefer Geborgenheit mit.
Kommunikation mit dem Wasser: ich besuche meinen Lieblingswaldsee. Dieser schickt mich jedoch zum Fluss im Tal, dem Inn. Dort finde ich eine schöne Sandbank in der Morgensonne. Der Fluss zeigt mir den Fluss im Fluss. Das Wasser fließt zuerst spiralförmig, dann wirbelnd und dann in immer noch kunstvolleren Formen und Spielarten durch meine Wirbelsäule. Was für ein freudiges Gefühl. Das Wesen des Wassers zeigt mir Hingabe, Freiheit und Tanz, ist liebevoll einladend und bereit zur Verbindung im ganz Kleinen wie auch in großen Dimensionen. Die Hydrosphäre bildet sich je nach Körperraum im Kopf, Brustkorb und Becken anders ab. Weiches, bewegliches, allumfassendes Denken, Stiller See und Spiegel des Universums im Herzen, und Schoß und Urquell des Lebens im Becken.
Herzensdank an alle Werkstattteilnehmer und die liebevolle Moderation

Anja Kraft

Kommunikation mit Bäumen:
Es ist eine sehr große allein stehende Birne in der Nähe meines Grundstückes, mit der ich schon eine sehr schöne Verbindung habe. Beim Kontakt über den Rücken spüre ich sofort in mir die Stärke der senkrechten Achse.
Als ich mich umdrehe geht es leicht meine Wurzeln in die Erde zu schieben. Als sich unsere Wurzeln treffen kitzelt es mich angenehm im Herzen. Erneut wird mein Körper stabil und ich dehne mich nach oben aus, alles passiert in einer Harmonie und Leichtigkeit.
Als ich die Birne bitte mir ihr Wesen zu zeigen fängt ihre ganze riesige Krone an zu Strahlen. Silberne und goldene Fäden sind in ihre lichtvollen Haare geflochten. Der Körper ist im Vergleich sehr kurz, gedrungen und zart anmutend, unter der Erde eine breite Basis. Ihre Botschaft spüre ich direkt in mir als guten, breiten Stand und die Möglichkeit, bzw. Aufforderung mich noch weiter auszudehnen. Ich darf alles was ich im Inneren habe zum Leuchten bringen. Halte nichts mehr zurück!
Verbindung mit den Bergen:
Umso tiefer ich mich mit dem Berg, meinem Hausberg verbinde desto kraftvoller und angenehmer fühlt sich mein vom gestrigen Arbeiten schmerzender Körper an. Er verströmt Ruhe und Frieden und ich komme in ein Gefühl von Zeitlosigkeit.
Beim Zuwenden und Hineingehen habe ich erst mit verschiedensten Gedanken und Fantasien zu kämpfen. Nach einer Zentrierungsübung versuche ich erneut im Berg anwesend zu sein. Es ist da eine dunkle, angenehme Leere, die ich immer wieder füllen möchte, aber es ist einfach diese Qualität von reinem Bewusstsein. Ich sehe vor meinem Auge all die wunderbaren, reichen Plätze, die ich an der Oberfläche schon besucht habe und wieder zeigt sich im Inneren eine tiefe Stille. Ein Bild einer großen Steinkugel und die Landschaft ist wie ein Kleid, das in alle Richtungen wallt.
Kommunikation mit dem Wasser:
Der Bach mit dem ich mich verbinde vollführt eine ständigen Tanz, ständige Bewegung, in die mein Körper mit einstimmt. Mal weit ausholende Bewegungen, mal ganz feine. Das Element Luft spielt eine große Rolle. Die Luft ist Tanzpartnerin vom Wasser. Mal führt die Luft, mal das Wasser. Verbindung und Austausch findet statt und es fühlt sich leicht und fröhlich an.
Bei der Übung öffnet sich meine Kehle und die Wassertropfen, die über meine Wirbelsäule fließen nehmen Kontakt auf mit dem Wasser in mir. Mein Wasser möchte sich dem kosmischen Wasser angleichen. Das kosmische Wasser hat schöne durchscheinende, pastellene, glänzende Farbtöne. Diese Farben bergen die verschiedensten Qualitäten. Es ist eine Überfülle, die ich nicht mehr erfassen kann. Weil es so viel und überwältigend ist macht etwas in mir zu, was mich auch traurig macht. Kontrolle ist hier nicht mehr möglich. So integriere ich die bisherigen wunderbaren Erfahrungen in die neue Erde.
Lieben Dank von Herzen an Alle!

Nagako Cooper

Thank you so much, Marko & Lifenet team for this rich Autumn Equinox Telepathic Workshop.
Although we couldn't make the one on the actual Equinox day, we were glad to join the repeated session this morning, which led me to the experiences as if I felt my new inner eyes have begun opening up.
Last night, my husband and I decided to have a little expedition to climb up the top of our local Bardenoch hill in Moniaive, Dumfriesshire. We equipped ourselves with a head torch, walking sticks, thermos with hot tea, etc., and left our cottage heading into Bardenoch woods. There we greeted our "Grandmother" beech tree, her mighty presence in the darkness gave me reassurance and strength. After that I felt protected and even the complete darkness around me felt somewhat comforting as if I was surrounded by a dark blanket.
We followed a footpath along a murmuring stream which was leading up to the hill. While making the final ascent to the hill top, I saw a couple of gigantic rocks here and there appearing along a sheep track we were following.
When we finally got to the top of the hill I was surprised to find a familiar looking feather sticking on top of a cairn made of rocks! My husband revealed me that he has brought the feather up here from home and placed it there in one of his preparatory trips. (He said it was actually his 6th climb to the top in the last 8 days!!)
It was a relatively clear evening with some cloud cover here and there. I was mesmerised by the numerous stars, the Milky Way, the brightly shining Jupiter and Saturn close to it….
So that was our preparatory little expedition. I wrote this as it helped me to have living experiences during the workshop.
I remembered the "Grandmother" beech tree from last night. I first felt my legs turning into roots spreading wide and deep down into the earth. Then my body became a big trunk which was extending higher and higher up towards the sky. I felt as if I were a giant! Then my arms turned into big branches, swaying with the wind, catching sunlight with numerous leaves dancing. Then I felt a presence of an old man with long white beard wearing a tall hat appearing inside me. It's interesting that we have called this tree "Grandmother", but a male figure appeared in my imagination! I felt deeply grounded, calm, yet lightness of being at the same time.I remembered a big rock I saw near the hill top last night and imagined entering into its inner world through it. My love of Bardenoch hill has been always strong, yet for the first time, I felt one with the hill by being inside of it, experiencing the vastness, darkness, its vital energy and deep calm presence from within.I then imagined being inside our nearby local Dalwhat Water. I loved this exercise to scoop up the water and distribute fine sparkling droplets into the air! I felt joyful, refreshed and vitalised by this.After the workshop, we walked to the river and did the exercise in actual water. The sun just came out of the clouds and the droplets shined just how I imagined in the air. I also cleansed myself by spilling the water on my neck and back. How revitalising and refreshing it was! I felt like a child and was filled with joy, sense of freedom and fresh new energy.
We did Crete exercise in a clearing and gave thanks to the nature spirits and elemental beings, the Lifenet community members and all the beings joined the circle. We received some beautiful gifts from nature, which we carefully brought home and made a display on our fire place.

Andreas

Liebe Leute

als Nachtrag meine heutige Erfahrung:
das zentrale Bild bei der Kommunion mit dem Baum bzw. den Bäumen war ,dass ich den Kopf in Seinen Wurzeln mich mit Ihm verschränkte, aus meinem Unterleib wuchsen die Beine wie Äste in den Himmel. So lehrte es mich sein Elementarwesen, dass in inniger Kommunion mit einem Ent verschränkt war.
Das Innere des Berges bedurfte wiederum unsere Mithilfe bei der Reinigung, im Inneren des Berges oder des Körpers Gayas erfuhr ich eine schon viel strahlendere und in violettem Licht leuchtende Höhle. Der Boden war aus durchsichtigem Kristall, doch im Zentrum lag eine tiefe Schwärze die sich monströs anfühlte; wir formten mehrere Kreise und tanzten liebevoll um diese Verschattung, da wandelte sich die Schwärze in viele kleine leidende Menschenkinder, mit unserem Tanz begannen Sie zu heilen, Elfen setzten Sie in kleine Blätterboote und so trieben Sie langsam auf einem tiefdunkelblauen See im Zentrum der Höhle. Sie bedurften unser ganzen liebevollen Aufmerksamkeit um Ihren Schmerz zu heilen. Dieser Prozess kam nicht völlig zu einem runden Abschluss, vielmehr fühlte ich die Notwendigkeit in die Erfahrung mit dem Wasser einzutauche. Schön war, als ich an dem kleinen Quellteich am Fusse des kleinen Hügels der von alters her als heilig galt, mit dieser Übung begann, ein Hund vorbeikam: sofort sprang er in das Wasser, schwamm ein wenig und als er an Land ging schüttelte er sich just an der Rückseite der hölzernen Göttininstatue die dort seit einigen Jahren steht und verstreute feine Tropen über Ihren Rücken. Bei der Übung versenkte ich mich von Neuem in das Bild kopfüber, wie der Baum es mich lehrte, in der Erde, im Herzen des Berges, das Wasser aus dem Teich im Innern des Berges zu schöpfen und über meinen Hals und Rücken gen Himmel ablaufen zu lassen. Dabei spürte ich genau in meinen Körper und genoss die wiederbelebende Kraft des Wassers. Ich nahm die Übung mit auf den Weg, den Bach entlang zurück zu dem kleinen Wäldchen am Rande der Marienkirche bis zu dem Baum an dem ich die Erfahrung begonnen hatte.

Lieben Gruss und Dank an Euch Alle.

Andreas

Liebe Leute,

ich habe leider nicht sofort geschrieben, da ich auch Mitglied in einer buddhistischen Gruppe mit ähnlichen workshops bin, so ist die Erinnerung etwas verblasst.
Es war eine intensive Auseinandersetzung mit den jeweiligen Elementen, bei allen drei war zuerst eine tiefe langanhaltende Phase der Reinigung zu spüren, die ich als sehr kraftzehrend erlebte.
In der Erinnerung ist mir noch sehr stark das Bild der Zusammenarbeit mit den Bergen geblieben, nachdem ich durch das Tor in den Berg eintrat, war eine fast Bedrohliche Beschmutzung und Verletzung zu spüren, der Berg zeigte uns sein ganzes inneres Leid.
Nachdem ich trotz dieses übermächtigen Schmutzes mit der Arbeit begann, begann eine eifrige Putzaktion, unterstützt von vielen Zwergen, Mengen von menschlichen Unrat wurden entfernt.
Schliesslich tauchte ein völlig verschmutzter Brunnen im Inneren des Berges auf, Krakenartige Tiere halfen den Dreck abzupumpen, bis schliesslich wieder eine Spiegelde Oberfläche zu sehen war.
Ich erinnere mich das zuletzt der Berg und ich eins miteinander auf die Welt schauten, aus einem Glaskristall anmutenden transparenten Kopf /Schädel sah der Geist auf die Schöpfung.

Von dem Erlebnis mit den Bäumen, blieb mir noch die Erinnerung, das die Elementare der Bäume uns um unsere Mithilfe baten, Ihre Verbindung mit den Ents zu stärken, damit diese nicht die Verbindung mit Ihrem Heimatgestirn verlören.
Es war ein kraftzehrender Prozess bei dem wir alle die Ents solange unterstützten, bis Ihre langen Antennen in den Kosmos zu Ihrem Heimatgestirn wieder leuchteten und ein fliessender Energieaustausch stattfand. Das gab dann dem Wald auch wieder Energie und schliesslich fühlte sich dieser gesünder und gekräftigter an.
Bei den Flüssen verlässt mich meine Erinnerung, aber auch das Wasserelement durchlief zu Beginn eine tiefe Phase der Reinigung, bis ich seine Qualität in mir wiederentdecken konnte.
Habt Dank Ihr Alle für diese kräftezehrende aber notwendige Arbeit.

Zsolt Attila Varga

Köszönöm én is. Hála, hála, a létezésért, azert, hogy tehetünk érte. Hála magáert a szeretetért, mely éltet és táplál minket. Köszönöm nektek ezt a csodás utazást. A közös teremtés élményét.

Jürgen Amler

Großartige Energie heute Abend mit Euch allen Gemeinsam. Welche Kraft und welches Urwissen doch auf der Welt vorhanden sind. Und dies mit Euch allen zu teilen. Wunderbar. Freue mich schon auf die Wiederholung am 03.10., dann kann ich real mit den Füßen in der Nordsee sein.
Danke, dass ich dabei sein darf
Jürgen

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